martedì 28 ottobre 2008

Acqua


a momenti mi sento incapace
di prospettive piu ampie e globali,lontane per così
dire "dal mio piccolo orto divenuto fiume..."
che la dice tutta su dove l'uomo dovrebbe
solo lasciare le cose come stanno
ma quanto mi è sembrata
crudele l'acqua, che prendeva il suo posto
l'acqua e il suo spazio
impetuosa e devastante ...
lasciando dietro sè il danno,
di vite spezzate
fango e scoramento
mi dico "le catastrofi sono sempre soggettive
ed esisterà sempre da qualche parte
qualcosa di peggio, non circoscritta
a 6 ore, 40 km,"
ma è il disastro del mio microcosmo
in questo periodo storico..che non mi permette
di emancipare i miei pensieri.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

il tuo piccolo orto diventato fiume,è un esempio di come nella tua zona,(le indicazioni di 6 ore e 40 km non mi lasciano dubbi sul fatto che sei sarda del cagliaritano) si sia cercato di stravolgere la natura,organizzando per lei percorsi esteticamente validi,ma non naturali..e come dici tu poi l'acqua si riprende il suo posto e il suo spazio..

Anonimo ha detto...

il danno è la speculazione edilizia,la lotizzazione di zone bellissime che andrebbero lasciate selvagge,una piaga reale dei nostri tempi,(comune a quasi tutte le regioni d'italia..)di cui fanno le spese ignari acquirenti!
"dove l'uomo dovrebbe solo lasciare le cose come stanno"brava una analisi sensibile un blog in punta di piedi..Cecilia S.